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Ci aspetta una settimana intensa di appuntamenti!

La prossima settimana sarà molto intensa per l'AVIS di Settimo Torinese

Avremo tre appuntamenti:

Il primo, lunedì 17 marzo di cui siamo molto orgogliosi, sarà di

21 #primedonazionidisangue presso la nostra sede

La seconda, martedì 18 marzo, saremo presso l'istituto #GalileoFerraris

in cui speriamo di raccogliere una buona affluenza di ragazze e ragazzi

La terza, venerdì 21 marzo, ci troveremo davanti all'ospedale di Settimo

con l'autoemoteca per la raccolta di #plasma e #sangueintero

Buon lavoro a tutti!

AVISNET ha ripreso a funzionare!

 

Caro Socio, cara Socia,

L'AVIS di Settimo T.se comunica che dal mese di FEBBRAIO 2025 è nuovamente possibile prenotarsi per le donazioni di Sangue Intero e Plasma:

- utilizzando lo smartphone, tramite l'APP "AVISNET" seguendo la seguente procedura: Come prenotarsi.

 

Sulla stessa APP è di nuovo possibile scaricare gli esami riferiti all'ultima vostra donazione.

 

 

Per qualsiasi altra info:

Nuova sede - via Galileo Ferraris, 6 Settimo T.se (TO)

mail: iQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

tel: 011 800 09 45

cell: 366 354 50 64 Gabriele 

       375 632 48 61 Clelia

 

Siamo presenti sui canali Facebook, Instagram e X come AVIS SETTIMO TORINESE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Referti On Line

Dal 1° di Febbraio 2025 sarà di nuovo possibile consultare on-line gli esiti delle donazioni sangue e degli esami effettuati presso tutti i punti prelievo AVIS.

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Rischio infarto o ictus? Lo dice il sangue

Lo studio CVrisk-IT è coordinato da una rete di 20 IRCCS tra cui il Policlinico Gemelli di Roma. Si basa sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari ischemiche e prevede un semplice prelievo ematico per stabilire quanto si è soggetti a queste patologie

Un esame del sangue per stabilire, preventivamente, se una persona è soggetta o meno a infarto o ictus. È quanto prevede lo studio CVrisk-IT, un programma coordinato dalla Rete Cardiologica IRCCS che riunisce 20 istituti sanitari tra cui il Policlinico Agostino Gemelli di Roma.

L’iniziativa, finanziata dal ministero della Salute, ha preso il via nei giorni scorsi e darà la possibilità a circa 30mila cittadini italiani di fare il punto sul proprio rischio cardiovascolare e di ricevere tutte le informazioni per ridurlo al massimo. Si tratta del più grande studio epidemiologico mai effettuato in questo campo nel nostro Paese, che riguarda appunto forme che, ad oggi, costituiscono la principale causa di morbilità e mortalità sia in Italia sia nel resto del mondo occidentale. Molte si tramutano in forme gravi come l’insufficienza cardiaca, una malattia cronica dall’impatto devastante sia sul paziente che sul Servizio sanitario nazionale. Ma come si valuta il rischio cardiovascolare?

Ad oggi gli attuali punteggi (score) europei (come lo SCORE2) prendono in considerazione la regione di residenza (perché cambiano le abitudini e gli stili di vita), il genere (le donne fino alla menopausa sono protette dagli ormoni femminili), l’età, i livelli di colesterolo (HDL basso e LDL alto) e la presenza di ipertensione sistolica. Come spiega la professoressa Giovanna Liuzzo, associata di Medicina Cardiovascolare all’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore della UOSD di Sindromi Coronariche Acute, Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, componente dello steering committee del progetto CVrisk-IT e co-responsabile del Work Package 4 sul rischio poligenico, «nell’ambito di questo progetto, dedicato ai cittadini dai 40 agli 80 anni che non abbiano mai avuto un evento cardiovascolare e che non siano affetti da diabete, verrà valutata la presenza dei principali fattori di rischio cardiovascolari (ipertensione, ipercolesterolemia, fumo di sigaretta, sedentarietà, obesità) e dei cosiddetti “amplificatori del rischio”. Nel 30-40% dei soggetti con fattori di rischio sotto controllo (ad esempio la pressione o il colesterolo nel range ottimale), infatti, si possono comunque verificare eventi cardiovascolari (infarto, ictus ischemico o morte cardiovascolare) nell’arco dei successivi 10 anni o si può rendere necessario un intervento di rivascolarizzazione coronarica (mediante angioplastica o by-pass). Per questo è necessario andare oltre per scoprire i fattori determinanti del cosiddetto rischio residuo».

Questi amplificatori comprendono nuovi elementi basati sull’imaging come la presenza di calcio nelle coronarie (detta “calcium score”, visibile grazie alla TAC del torace) e l’ecocolordoppler dei vasi del collo, che serve per valutare un eventuale ispessimento o la presenza di placche più o meno invasive della carotide. «In presenza di questi amplificatori del rischio – prosegue la professoressa – la classe di rischio di un soggetto, calcolata attraverso gli score tradizionali (bassa, intermedia, alta), fa uno scatto in avanti. Diventa quindi necessario aumentare l’attenzione allo stile di vita e operare un controllo più stringente dei fattori di rischio tradizionali».

Le persone che decideranno di partecipare avranno la possibilità di ricevere una valutazione approfondita di tutti i fattori di rischio tradizionali: basta un semplice esame del sangue e una visita medica. A questi si aggiungerà anche un’indagine sui fattori di rischio emergenti come stress, qualità del sonno, abitudini di vita, sedentarietà e condizioni ambientali. Per quest’ultimo caso verranno utilizzati questionari standardizzati. In base a quello che sarà il risultato, verrà consigliato un trattamento specifico.

Chi fosse interessato può scrivere un’email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., per poi venire invitato a partecipare a una visita di screening.